Memoria e identità di un Chiasso che fu
Ci sono figure all’interno di una comunità, di un movimento e anche in un club di calcio che in un modo o nell’altro lasciano un segno. Non necessariamente perchè ricoprono o hanno ricoperto ruoli istituzionali o di prestigio ma perchè la loro presenza era costante, apprezzata, discreta e nel suo piccolo importante.
Di esempi, all’interno del Football club Chiasso ce ne sono stati tantissimi soprattutto prima degli anni 2000 con la squadra che non disdegnava qualche puntata in Lega Nazionale A e dove il Riva IV, allora Comunale, era a tutti gli effetti un luogo che viveva giornalmente di passione, figure storiche e mitiche allo stesso tempo, giovani di belle speranze, allievi e qualche straniero forte che condividevano in quel pezzettino di territorio comunale l’essere rossoblu.
E come dimenticare i tanti volontari che mandavano avanti la baracca: dalla buvette nel sottotribuna, al magazzino fino alle casse dello stadio che erano sempre aperte a pieno regime.
Negli ultimi anni, il club rossoblu ha dovuto salutare un’intera generazione di queste persone: dal Mimmo al Pasquale e molti altri tifosissimi che hanno messo tempo, passione e un sorriso per questa maglia.
In questi giorni, si è spenta anche Gabriella Pini che con il marito era una presenza fissa quando ci si accingeva a fare il biglietto per assistere alle partite.
Persone, tifosi e riferimenti ormai diventati un ricordo che però difficilmente sbiadirà negli occhi di chi ha avuto la fortuna di vivere quel calcio e queste figure mitiche.
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